tutti, non proprio tutti, ma quasi tutti gli articoli che ho scritto in questi anni

Unità

Tanta musica e non solo scuola

E’ decisamente tempo di vacanze e per l’ultimo numero di scuola medium prima della pausa estiva non potevamo che scegliere Nonsoloscuola.
Cliccando su stazioni radio avrete ad esempio la possibilità di scegliere la vostra frequenza preferita ed ascoltare musica di ogni tipo. Noi ci abbiamo provato e una benevola dea bendata ci ha donato in sorte la mitica “Yesterday” dei Beatles.
Se invece avete voglia di dare un’occhiata a cosa sta avvenendo dalle parti dell’Etna cliccate su “Telecamera calda”, la web cam che ogni 30 secondi vi aggiorna su tutto quanta accade sulla bocca di fuoco più prolifica d’Europa: chissà che la vostra “buena” sorte non vi porti a godere in diretta di uno degli spettacoli naturali più suggestivi che esistano.
Se invece volete sapere cosa c’era scritto su un manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell’antica chiesa di San Paolo cliccate su “Desiderata” e chissà che non troviate qualche spunto per riflettere un po’.
Ma anche se amate stare al fresco e passare un po’ di tempo a fare e disfare puzzle a “Nonsoloscuola” troverete quello che fa per voi: tanti puzzle preparati apposta per voi ed in più (gratis) il programma “Puzzlewizard”, creato in Visual Basic (un linguaggio di programmazione tra i più diffusi) da Claudio Gucchierato e Mauro Rossi, con il quale potrete inventare e costruire voi stessi i puzzle con i quali far impazzire i vostri amici vacanzieri.
Se amate la musica classica e pensate sia giusto celebrare Johann Sebastian Bach in occasione del 250° anniversario della morte, il 28 luglio 2000, cliccate pure su “Giovanni Sebastiano, un vecchio amico”, e da lì potrete salpare verso i siti dedicati al grande compositore: da Johann Sebastian Bach un sito molto ricco tutto in italiano, alle guide di Supereva, all’Archivio di midi classici, al Club J.S. Bach dove potrete scaricare gratis un gran numero di file musicali.
State pensando che a “Nonsoloscuola” la grande assente è la scuola? Vi sbagliate di grosso.
Provate ad esempio a collegarvi con “Nonsolobambini”, “Nonsoloinsegnanti” o “Nonsologenitori”, veri e propri canali tematici dedicati, e vi accorgerete subito di risorse e contenuti per la scuola a vostra disposizione.
Facciamo qualche esempio?
Potete scaricare Drawing, un programma per disegnare al computer davvero utile per i più piccini; esercitarvi con Indovinanumeri, un gioco di logica; visitare il Museo virtuale degli strumenti musicali; seguire il corso di Word; collegarvi con il corso Internet, dalla navigazione allo sviluppo; consultare la Guida al metodo di studio e tanto altro ancora.
Buone vacanze.


Con la propria testa e con le proprie mani

Come farà “l’uomo flessibile” a ritrovare, mentre salta continuamente (quando ha la fortuna di vivere nella parte “giusto” della parte ricca del mondo) da un lavoro ad un altro, il filo di una storia, per l’appunto quella della propria vita lavorativa?
La domanda è, come è noto, per tante ragioni assai meno bizzarra di quanto appaia a prima vista.
E’ stato proprio attraverso il lavoro che intere generazioni di uomini e donne sono riuscite, più o meno consapevolmente, con più o meno successo, a dare qualche risposta al bisogno di sapere “chi siamo” e di condividere con altri idee, progetti, aspettative.
Era il secolo breve, e si poteva ancora essere operaio dell’Italsider o della Pirelli, tecnico dell’Ansaldo o della Fiat per tutto l’arco della vita. E l’avere questo filo conduttore consentiva di ridurre l’incertezza, di connettersi con gli altri, di avere identità e dunque futuro.
Il fatto che questa possibilità non ci sia più causa cambiamento di paradigma, impone la necessità di rintracciare nuovi modi per definirci, riconoscerci, interagire, nella durata.
Perché si possono (forse) anche cambiare 10 lavori nell’arco di una vita, ma (forse?) non si può fare una vita nella quale ogni volta che si cambia lavoro si ricomincia tutto daccapo.
La discussione come è noto è aperta da tempo, vi partecipano prestigiose istituzioni nazionali, europee, mondiali assieme a intellettuali, partiti, sindacati, semplici cittadini, e grande spazio viene dato al suo interno alla discussione sulla formazione, la conoscenza, i saperi.
In questo ambito vi segnaliamo l’attivazione su AustroeAquilone, la fabbrica dei contenuti e Smile.it, il portale della formazione e dell’educazione, (www.smile.it) di un forum online dove, oltre a leggere le cose dette da Bassolino, Callieri, Foa, Ranieri, Trentin, nel corso della presentazione del libro “Il tempo del sapere” di Vittorio Foa e Andrea Ranieri, (Einaudi), tutti coloro che hanno voglia di partecipare con le loro opinioni e le loro idee al dibattito in corso possono inviare i loro interventi e vederli pubblicati.
State pensando che la discussione è troppo impegnata? Che abbiamo bisogno di fatti e non di parole? Vi sbagliate.
Perché, come ha scritto Ludwig Wittgenstein, “la misura del significato delle nostre parole è saldata alla loro capacità di far agire”.
Perché, come ci ricorda Salvatore Veca, è attraverso le parole, il linguaggio, che possiamo accedere alle cose che compongono il nostro mondo.
Perché abbiamo bisogno di trovare parole, idee, concetti in grado di definire, farci conoscere, farci “maneggiare” i cambiamenti in atto. E di strumenti e opportunità con i quali contribuire alla definizione di luoghi e contenuti del discorso pubblico. In maniera autonoma. Ciascuno con la propria testa e le proprie mani.


Leggere senza rete

Ricordate? Siamo stati tra i primi a parlarvi di e-book, a preannunciarvi gli sconvolgimenti in atto nel mai abbastanza amato mondo dei libri, ad organizzare apposta per voi “book or e-book”, il primo sondaggio online sul futuro del libro digitale (al quale fate ancora in tempo a partecipare su AustroeAquilone.
Ebbene ci siamo (quasi)! In autunno sarà operativo l’accordo tra Mondadori e Bertelsmann e nel giro di pochi anni i titoli del gruppo di Segrate saranno pronti per essere scaricati su palmari, portatili, personal computer.
Ma da subito la Mondadori annuncia la nascita di un nuovo portale, Scrittori in Corso, dove 20 tra i suoi autori di maggior prestigio avranno “finalmente” il proprio sito web.
Cosa si può dedurre da tutto ciò? Che, piaccia o no, a volte “il nuovo avanza davvero”. Che però questo ve l’abbiamo già detto qualche mese fa. Che perciò per questa settimana proviamo ad essere senza rete. E a proporvi qualche buon libro. Rigorosamente di carta. Con l’aiuto di Valeria Di Paola, giovane “aspirante” lettrice, Armida Lugani, direttrice della libreria Feltrinelli Duomo di Milano e Luigi Morra, che dirige invece la libreria Feltrinelli di Napoli.
Valeria, 13 anni, un amore ancora (troppo) tiepido per la lettura, è stata alle prese, in queste (troppo) assolate giornate di luglio, con un libro di Cyrano de Bergerac, ‘L’altro mondo, ovvero Stati e imperi della luna’, (Theoria, 163 pagine, 22 mila lire). Il risultato? Entusiasmante. Per lei e per noi, quelli dell’ombrellone a fianco, fortunati lettori per caso.
Armida Lugani propone due saggi. ” Il primo è ‘La terza fase’, di Raffaele Simone (Laterza, 152 pagine, 22 mila lire). Tratta dell’analfabetismo di ritorno, delle forme di sapere che stiamo perdendo; il secondo è ‘I nuovi schiavi’ di Kevin Boles, (Feltrinelli, 265 pagine, 30 mila lire): storie di donne e uomini di ogni età umiliati al tempo dell’economia globale”.
“A mio avviso sono tutti e due molto belli – ci dice -. Agili e di facile lettura. Ma che però non rinunciano alla profondità”.
Tra i preferiti di Luigi Morra c’è “Tutto sull’amore”, di Bell Hooks, (Feltrinelli, 172 pagine, 22 mila lire).
“E’ un libro straordinario – afferma – che riesce a parlare in maniera non banale di spiritualità, solitudine, rapporti con l’altro.
Per i più piccoli suggerisco ‘Il nuvolo innamorato e altre fiabe’ di Nazim Hikmet, (Mondadori, 133 pagine, 24 mila lire). Ed in particolare il racconto il gatto e la tigre, che a me è piaciuto tantissimo”.
Infine non perdetevi “Silenzio!”, di Jean Marie Gourio, (Feltrinelli, 167 pagine, 24 mila lire). Perché? “Perché è un libro molto particolare. Perché ha una trama davvero originale. Perché sta avendo successo grazie soprattutto al passa parola di chi lo legge”.
Parola di Armida e Luigi. Gente che di libri se ne intende. Buona lettura.


L’Iriscane? Uno scacciapaure

E allora leggete qua: “l’iriscane ha per testa il pescespada e sulla coda un fiore di iris. E’ grigio con delle macchie viola. Per naso ha una spada tagliente e sotto la coda un serbatoio pieno di odori puzzolenti. Quando si trova davanti ai nemici parte in volo sprigionando attorno la puzza, facendoli svenire. Svelto svelto sguaina la spada e li infilza come i polli allo spiedo. E la paura si spaventa!”
Il nostro amico iriscane è insomma lo “scacciapaura” che Silvia, Filippo e Andrea hanno inventato per tenere lontano quel persistente tremolio che avvertono su per le gambe quando sono o si sentono soli, quando c’è il buio, quando ogni occasione è buona per sentire strani rumori.
I loro amici Alessandro, Victoria, Antonella e Chiara pare abbiano tratto grande giovamento dalla loro scoperta e se avete anche voi voglia di servirvene, o anche solo di conoscerlo, collegatevi con il bel sito della Scuola Elementare di Solignano, in provincia di Parma.
Perché ritorniamo a parlare di paure?
Perché quello delle paure è, come ci ha detto tempo fa Colomba Punzo, insegnante del 70° Circolo Didattico di Ponticelli, Napoli, “un tema senza frontiere che accomuna i piccoli di ogni luogo e li invita a condividere un vissuto comune”.
Perché tra i diritti dei bambini c’è anche, come ricorda spesso Marco Rossi Doria, insegnante e fresco finalista del premio Viareggio, quello di “conoscere e sentire le parole della paura, del dispiacere, della morte”.
Perché in realtà le paure attivano quel meccanismo mentale prezioso che ci protegge da molti pericoli reali e che ci fa vivere di più e meglio.
Perché i grandi hanno tanto da imparare dalle paure dei bambini. E qualche volta anche tanto da farsi perdonare.
Leggete a questo proposito cosa scrive Pasquale Mancuso, 10 anni, in una delle più belle testimonianze raccolte nel libro “Aspettando l’Alba”, Avagliano Editore: “Noi adesso a Sarno vediamo solo ferite tra le montagne, le case distrutte, alcune ancora col fango all’interno e con il segno della “lava” vicino ai muri, che è arrivata ad un’altezza spaventosa, con gli schizzi fino ai soffitti.
E’ un paesaggio spaventoso. Prima era bellissimo. Parlando con la gente vediamo nei loro occhi e sentiamo dalle loro parole l’amore che hanno per il proprio paese e la nostalgia di com’era prima, prima che la montagna si stancasse della crudeltà dell’uomo e venisse giù con tutta la sua rabbia”.
Torniamo nel bit-mondo (certe volte è meglio!) per segnalarvi il percorso didattico della Scuola Media Statale “Galileo Galilei” di Pesaro che ha per titolo La paura e le paure degli adolescenti. La letteratura come risorsa.


Giro d’Italia (estivo) in pochi colpi di mouse

Siete già al mare convinti che sotto questo sole vi lasceremo finalmente in pace? Vi sbagliate di grosso. Arrancate per casa nel pieno della sindrome “ho appena finito gli scrutini, gli esami, di studiare, mi devo assolutamente riposare, mamma mia che faccio” e tutto vi aspettate tranne che sul quotidiano del vostro cuore qualcuno continui a interrogarvi? Peggio per voi.
Perché se non lo sapete ancora la vita è tutto un quiz ed avete soltanto 30 secondi di tempo per leggere i nomi delle seguenti piazze, con relative città di appartenenza, ed indovinare quali di esse sono rinascimentali, quali barocche, quali medievali: piazza Garibaldi, Massa Marittima; piazza del Plebiscito, Napoli; piazza della Signoria, Firenze; piazza del Popolo, Ascoli Piceno; piazza del Campidoglio, Roma; piazza Matteotti, Castell’Arcuato; piazza del Municipio, Noto; piazza Ducale, Vigevano; piazza Castello, Torino.
Perché vi infliggiamo tutto questo? Perché anche noi avremmo ormai bisogno di andarcene in vacanza; perché vorremmo finalmente vendicare il mitico Saverio Gargiulo, al quale non bastò, in un mercoledì in albis di quasi 30 anni fa, prorompere in un accorato: “professorè, stamm ancora pieni di casatiello (rustico tradizionale pasquale campano fatto con sugna, salame, uova sode, formaggio, ecc.) per evitare un famigerato n.p. (non preparato) in matematica; perché vorremmo segnalarvi Le piazze d’Italia, un sito davvero utile per raccogliere notizie ed informazioni su “le più belle e significative piazze italiane dal medioevo al barocco”.
E mentre immaginiamo che in tanti avrete visitato almeno un paio delle piazze di cui sopra in quanti siete stati a Torcello “luogo celebrato da letterati e viaggiatori romantici di ogni tempo, qui richiamati dalla magia di un ambiente naturale unico e dalla presenza di monumenti d’arte d’eccezione”? O a Bevagna, “una cittadina così remota, fuori dal tempo, gravata da un silenzio che è retaggio della civiltà contadina di cui ancora partecipa, che vanta una piazza d’impensata bellezza, tra le più eccezionali dell’Italia centrale”?
Se invece avete intenzione di fare un salto a Pisa non perdete l’occasione, prima di mettervi in viaggio, di visitare il Museo virtuale dell’Arte Medievale, che presenta, “oltre a monumenti famosi, un tessuto di opere d’arte piccole e grandi, una galleria di artisti, di architetture, di musei, e infine approfondimenti e suggestioni per una corretta comprensione del loro valore storico e culturale”.
E per quelli che hanno invece voglia di andarsene un po’ in giro per l’Europa? Beh, una tappa ai Castelli del Galles potrebbe essere davvero una buona idea. Provate a cliccare su http://castelligallesi.supereva.it e fateci sapere che ve ne pare.


I bambini e le città. Così Napoli chiama Reggio Emilia

“I bambini ascoltano i diritti dei papà, i bambini ascoltano i diritti dei bambini; i papà devono ascoltare i diritti dei bambini”.
“Se gli adulti non sono intelligenti non pensano e non proteggono i bambini”.
Alla libreria Feltrinelli di Napoli a discutere de “I diritti dei bambini nelle città del futuro” sono stati invitati Marco Rossi Doria, insegnante, autore del libro “Di mestiere faccio il maestro”, Deanna Margini, pedagogista, Rachele Furfaro, Assessore alla Cultura del comune di Napoli e Sandra Piccinini, Assessore Cultura e Sapere del comune di Reggio Emilia.
E dunque  un bene che per una volta i “grandi”, gli adulti, decidano di usare le parole, i pensieri, dei bambini. Quelli che avete letto all’inizio. Che sono raccolti, assieme a tanti altri altrettanto belli, nel libro “In viaggio coi diritti delle bambine e dei bambini”, autori i bambini stessi, edito da Reggio Children.
Marco Rossi Doria lo afferma convinto: “Occorre farsi sorprendere dalle parole dei bambini, trovare un punto d’incontro, ascoltare, mettersi in discussione”.
Poi cita ancora dal libro, “se i bambini conoscono le cose non hanno pi paura, sanno anche le cose pericolose” per sostenere che i bambini hanno diritto a sentire anche le parole del dolore. “Nelle nostre città c’è un eccesso di protezione. La vera protezione sta invece nel trovare le parole giuste per dire cose difficili. Non basta l’affetto, la cura, ci vuole il ragionamento”.
Deanna Margini, pedagogista, parte dall’esperienza di Reggio Children, nata nel 1994 per valorizzare il trentennale patrimonio educativo dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali a Reggio Emilia, e sottolinea la “necessità di considerare l’infanzia come un soggetto forte. La collana dell’ascolto che non c’è – così si chiama il progetto editoriale di Reggio Children – intende dunque promuovere l’ascolto attivo dei bambini, perchè sostenere l’infanzia, progettare le città del futuro, vuol dire abbassare lo sguardo all’altezza del bambino”.
Tocca a Rachele Furfaro, che riesce a mettere in evidenza i piccoli grandi risultati raggiunti, a cominciare dal numero di asili nido più che triplicato dal 1993 ad oggi, senza però smarrire il senso delle tante cose ancora da fare perchè Napoli possa anche solo avvicinarsi all’idea di città a misura di bambino.
“I diritti che i bambini ci chiedono – afferma – devono avere piena cittadinanza. Perchè dando spazio e futuro ai bambini si pensa al benessere degli adulti. Perchè se riusciamo a progettare una città a misura di bambino forse riusciamo a progettare una città vivibile. Da qui la necessità di creare luoghi dove il bambino possa essere davvero libero di esplorare e portare avanti il proprio modo di essere. Senza dimenticare al contempo che i bambini hanno bisogno anche di vuoto, che non bisogna riempire troppo gli spazi e il tempo dei nostri bambini”.
E’ Sandra Piccinini a chiudere la serata. Lei è assessore in un comune che gestisce una rete di 21 scuole dell’infanzia e 13 nidi, frequentate rispettivamente da 1508 e 835 bambini, ed  convenzionato con 5 nidi, 1 servizio per l’infanzia, ed 1 nido autogestito eppure riesce a parlare soltanto di futuro, di cose ancora da fare.
“Per i bambini – esordisce – i diritti sono desideri. Se riuscissimo a progettare le città con lo sguardo dei bambini sapremmo probabilmente guardare il futuro. Perchè i bambini sono più capaci di noi di allargare la prospettiva. Da 2 anni abbiamo avviato un progetto “Reggio tutta, una guida dei bambini e delle bambine alla città”.
Sapete che hanno scritto alcuni di loro? Che il confine  è un fumo. Non lo trovate straordinario?
I bambini sono pieni di cose. Mentre spesso c’è molta povertà nei loro confronti, anche nelle città ricche.
C’è bisogno di comunità. Di identità. Non può essere la pubblicità ad interpretare il bisogno di futuro. Neanche se ha il volto dolce di Nelson Mandela”.


Maturandi, un portale tutto da esplorare

“Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini, dice Ibn Battuta, l’infaticabile girovago arabo che andò da Tangeri alla Cina e ritorno per il gusto di viaggiare. Ma il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma. Le nostre prime esplorazioni sono la materia prima della nostra intelligenza”.
Comincia così, con questa citazione da “Anatomia dell’irrequietezza”, il viaggio che propone URL, in collaborazione con Adelphi, per tutti gli amanti (a giudicare dalle vendite tanti) di Bruce Chatwin. Ma cos’è URL?
Un nuovo portale che, come scrivono gli autori, “segnala web ma, soprattutto, pezzi di web, sottosezioni, pagine in fondali profondi. Ogni pagina web segnalata è descritta con una scheda, spesso ampia, che guida alla interpretazione del luogo cui si è diretti”. Perché abbiamo deciso di parlarne?
Perché è pensato ed organizzato davvero bene. Perché mantiene le cose che promette. Perché “URL è anche IPERTESI, un web nel web, dedicato alla segnalazione di siti utili per gli studi universitari”, con circa 1000 siti segnalati. Perché all’interno di IPERTESI c’è lo “Speciale Maturità”, per tutti quelli che aspettano il fatidico giorno e sanno, come il celebre e sfortunato ateniese, di non sapere (abbastanza).
Le risorse sono censite in 2 grandi (e un pizzico tradizionali) macro aree: materie umanistiche e materie scientifiche.
Volete sapere qual è il primo tema che incontrerete se scegliete la prima opzione? Il lavoro che ci aspetta. E quale il primo sito proposto? Quello del Marx – Engels Archive (ebbene sì!). Seguito da quello del Centro di Documentazione sul lavoro nell’Unione Europea istituito presso l’Università di Catania. E da quello dedicato ai mutamenti del lavoro visti dalla rete.
Andate appena un po’ più in là e troverete “Essere donne nel 2000″, con un ricco e ben commentato elenco di siti da visitare. Se invece sceglierete di navigare nella sezione “materie scientifiche” troveranno, tra i primi 5 argomenti, ciascuno con annessi siti censiti, “un’introduzione alla bioetica, ingegneria genetica, idee per ricerche sul tema dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, a partire dai 26 principi di Stoccolma, la radioattività nell’immaginario collettivo dagli anni 20 a oggi”. E se in questo elenco non trovate ciò che vi interessa, non scoraggiatevi. I temi che URL vi propone sono davvero tanti.
E se ancora non vi siete stancati fate un giro su Le vie maestre, 14 macro percorsi a tema tutti da esplorare. Alla voce ambiente potrete ad esempio scegliere tra sostenibile ed insostenibile; alla voce junior tra 0 – 15 (anni) e insegnanti e genitori; alla voce media tra culture e pratiche; alla voce viaggiare tra colto, comodo, stravagante, virtuale. Buona navigazione.


Tutte le strade per imparare le lingue

E se dedicassimo scuola medium di questa settimana a chi ha appena riposto libri e quaderni e ha voglia di andarsene per qualche settimana in giro per il mondo, non ha una lira e non ha a chi chiederla? E a chi ha la fortuna di poter chiedere i soldi a mammà e papà? A chi per andare all’estero con qualche amico o la ragazza “sente” l’irrefrenabile bisogno di perfezionare la propria conoscenza della lingua inglese? E a chi sta aspettando che finiscano gli esami per approdare nella verde Irlanda o nell’appassionata Spagna e magari rimanerci?
A tutti questi e ai tanti aderenti del club zaino in spalla e pedalare consigliamo vivamente di dare un’occhiata al sito dei Cittadini d’Europa, dove potranno scegliere tra i 15 Paesi disponibili le notizie e le opportunità relative al “vivere, lavorare, studiare, acquistare beni e servizi, viaggiare, pari opportunità, cercare lavoro”.
Facciamo un esempio? Clicchiamo sull’Irlanda e poi sulla sezione lavorare ed ecco una sintesi del menù al quale è possibile accedere: l’accesso al mercato del lavoro; come trovare lavoro; il riconoscimento dei diplomi: sistema generale, professioni paramediche, insegnanti, ingegneri, avvocati, medici generici e specialisti, farmacisti, dentisti, ostetriche, veterinari, infermieri generici, architetti; il diritto di soggiorno; la sicurezza sociale; le agevolazioni sociali; imposte e tasse; i lavoratori frontalieri; elementi del sistema d’istruzione nazionale.
Le informazioni per chi desidera studiare, formasi e fare ricerca in un paese dell’Unione Europea sono dunque davvero ottime e le schede complete.
Molto interessante e ricco di indirizzi utili è anche “Vacanze – studio all’estero: una guida completa per studiare ed imparare una lingua” proposta da Studenti.it.
Vi troverete una lista di siti caldi in italiano (MLA, Fulbright, Masterstudio, EF, e non in italiano ( British Council, Goethe Institut, Actilingua, FLE).
Se infine avete tra i 18 e i 35 anni, e volete restare 4 settimane (1 di corso, 3 di stage) nel Kent e lavorare nei settori marketing, finanziario, medicina, industriale, commerciale, turismo, informatico, amministrativo, giuridico ed essere sistemati in famiglia; o vi va di fermarvi a Dublino per almeno 10 settimane (corso più stage lavorativo) in hotel, ed essere sistemati in appartamenti o ostello; o avete 18 – 28 anni, conoscete il tedesco, e volete fare stages lavorativi di almeno 4 settimane in alberghi tedeschi con sistemazione in famiglia o nell’hotel in cui si lavora visitate il sito del Comune di Jesi. Buona navigazione.


L’esame di stato in rete non ha segreti

Avete la “fortuna” di avere proprio nella vostra classe il “mostro” che nello scrutinio finale del penultimo anno ha “preso” almeno otto in ciascuna materia e non sapete come togliervelo di torno? C’è un rimedio antico: il Regio Decreto 4 maggio 1925 n. 653, grazie al quale il suddetto “mostro” può sostenere l’esame di Stato saltando un anno.
E’ una delle rare cose su cui la nuova normativa relativa agli esami di stato non ha introdotto alcuna innovazione. Visto che per fortuna tutto il resto è cambiato profondamente noi vi suggeriamo, trepidanti studenti o ansimanti (di fatica) insegnanti che siate, a visitare il sito del Ministero della Pubblica Istruzione.
Cliccate sull’icona “esame di stato” e poi scegliete gli argomenti che più vi interessano, dal quadro normativo alle materie e commissioni, dagli esempi di prove alle prove d’esame, dalle FAQ (domande frequenti) ai modelli, dalle pubblicazioni alla vecchia maturità. Ciascuna sezione si sviluppa a sua volta, attraverso un semplice menù a comparsa, in diverse sotto sezioni.
Facciamo un esempio? Le FAQ si articolano in: prima, seconda, terza prova scritta; colloquio; svolgimento esame; anticipo; aree disciplinari; candidati esterni; certificazione; credito formativo; credito scolastico; doc. consiglio di classe; educazione fisica; esame preliminare; formazione commissioni; handicap; iscrizioni; lingue straniere; religione; sperimentazioni; tesina; valutazione.
Ai nostri giovani e fibrillanti ragazzi in cerca di diploma consigliamo anche di non trascurare il Sussidiario, una miniera davvero preziosa di notizie e argomenti fatti apposta per chi cerca modi alternativi di studiare (dite che a questo punto si dovrebbe soprattutto “ripassare”? meglio non andare troppo per il sottile!) senza creare troppi sconquassi.
Facciamo anche qui un esempio? Clicchiamo su storia della letteratura italiana, il 900, ed ecco il risultato: “Decadentismo: Storia, Ideali, Fogazzaro, Pascoli, D’Annunzio; Crepuscolarismo: Storia, Ideali, Gozzano, Palazzeschi, Moretti; Futurismo: Storia, Letteratura, Marinetti, Il Manifesto; Riviste Fiorentine: Prezzolini, Papini, Fucini, Serra; Primo 900: Svevo, Pirandello, Scrittori, Poeti; Ermetismo: Storia, Poetica, Ungaretti, Quasimodo, Montale; Neorealismo: Moravia, Pavese, Calvino, Tomasi di Lampedusa; Neoavanguardia: Principali esponenti, Narratrici e Narratori, Poesia; Teatro: De Filippo, Fo, Campanile, Bragaglia; Contemporanei: Camilleri, Covito, Eco, Guareschi, Pagliaro, Serao; Altri generi: Piovene, Brancati, Soldati, Tecchi, Dessì.
Per le sue tavole sinottiche sull’800 e il 900 e per tanto altro ancora vi consigliamo infine di non perdervi il progetto Metis su SOS Scuola, che presenta percorsi multidisciplinari davvero molto interessanti. Buona navigazione.


Divina Commedia, dalla selva oscura al sito

Chi di voi sa quante “e” ci sono nella Divina Commedia? E quante sono invece precisamente le “a”? Se “ch’i” ricorre più o meno volte di “ch’a”? E quante volte il sommo poeta ha usato parole come zabi, zanca, zara, zavorra, zebe, zefiro, zeno, zenone, zita?
Le risposte esatte sono rispettivamente 4217, 1899, 136, 112 e 1. Perché vi diciamo tutto questo? Perché puntualmente di questi tempi dal baule dei ricordi, e dal faticoso mestiere di genitori, ritornano alla mente quelle calde giornate di fine anno, le vacanze ormai alle porte, nelle quali si viveva sospesi nel “purgatorio” di chi si apprestava a “subire” le ultime interrogazioni e sapeva che da quelle dipendevano vacanze, rapporti con i “vecchi” e tanto altro ancora.
Da qui a proporvi un po’ di siti utili per “studiare” in modo un po’ più divertente del solito il passo è breve.
Restiamo dunque ancora su Dante Alighieri e vi segnaliamo le pagine dedicate all’argomento da webscuola dove potrete tra l’altro scoprire perché ” è possibile dedurre che lo smarrimento di Dante nella selva oscura ebbe luogo il 25 marzo 1300, che, a Firenze, era anche il primo giorno del nuovo anno e del nuovo secolo”.
E concludiamo la trilogia dedicata al sommo poeta con il sito www.mediasoft.it/dante, dove troverete l’opera completa commentata e strutturata in maniera davvero leggibile ed intelligente. Come precisano i curatori del sito, infatti, “è stato studiato un metodo grazie al quale non è più necessario spostare l’occhio su e giù e la consultazione di qualsiasi canto prevede la possibilità di cliccare sulla parola prescelta e consultare la nota collegata”.
Noi l’abbiamo provato e vi assicuriamo che funziona a meraviglia.
Per gli amanti di Giacomo Leopardi, e per tutti quelli stanno preparando tesi, tesine, annessi e connessi sul poeta di Recanati, Progetto Leopardi è una fermata assolutamente obbligatoria. Le finalità? “Dare rilievo al concetto di poeta nella rete e creare un luogo di incontro e comunicazione per tutti coloro che desiderano avvicinarsi a Leopardi, sia in modo accademico che non”. Oltre ad essere assai ricco di contenuti il sito è anche molto bello, il che non guasta.
Per chi ama l’antichità classica segnaliamo infine La Rassegna degli strumenti informatici per lo studio dell’antichità classica che, come scrive Alessandro Cristofori, “si propone di offrire una guida ai nuovi strumenti a disposizione di studenti e studiosi del mondo classico”. Buona navigazione.


Didaweb, il dibattito (sulla scuola) è aperto

“Se nella tua navigazione incontri queste pagine, sappi che non ti trovi nel solito sito di risorse scolastiche messe in vetrina come specchietto per raccogliere visitatori e vendere prodotti”.
Si presenta così, con un volto decisamente impegnato, verrebbe da dire persino militante (a proposito, quanti sono coloro che pensano che questa parola abbia ancora un senso, mentre i mercati attendono impazienti l’arrivo dell’ultimo modello del GSM che ci consentirà di parlare, inviare e-mail, sentire i notiziari, fare la spesa, farci la barba, uscire con la fidanzata? La discussione è aperta), Didaweb, una comunità di educatori in rete.
A dire il vero stavolta la scoperta si deve ad Antonio Limonciello, il coordinatore del sito, che ci ha inviato la seguente e-mail:
“Sono un lettore assiduo de l’Unita’ e ti volevo segnalare Didaweb, un’associazione no profit costituita dai moderatori delle liste di discussione, che sono a nostro avviso il motore propulsivo di un fare collaborativo in rete, da 3 anni presente su internet.
E’ un’esperienza che cresce senza clamore perché, oltre a non avere mezzi, opera prevalentemente con le mailing list piuttosto che mostrarsi in web.
La scelta nasce dal tentativo di operare in maniera collaborativa e sperimentare quell’intelligenza collettiva di cui tutti parlano e quasi tutti evitano. Vorrei che il mio quotidiano ci conoscesse, ci valutasse, e, se ci ritiene degni di essere presentati, ci presentasse sulle sue pagine”.
Una e-mail così un giro sul sito lo meritava senz’altro. Fatto sta che l’idea e i contenuti ci sono davvero piaciuti ed eccoci qua a proporveli.
A cominciare dal “piatto forte”, le liste di discussione.
44 liste e circa 8700 iscritti che si occupano, ad esempio, di educazione ambientale (dw-ambiente@egroups.com), discipline artistiche (dw-artis@egroups.com), educazione permanente (dw-eduperm@egroups.com), integrazione handicap (dw-handicap@egroups.com) lingue straniere (dw-lingue@egroups.com), multimedialità (dw-multimedia@egroups.com), educazione alla musica (dw-musica@egroups.com).
Lo scopo? “Garantire all’iscritto – ci dice Limonciello – la possibilità di ricevere a casa informazioni e interventi il più possibile vicino a quanto desiderato. Offrire non solo luoghi di discussione, ma la possibilità di produrre in maniera collaborativa progetti e materiale didattico strutturato, sperimentazioni, valutazione di esperienze, formazione docente”.
Ma Didaweb non è solo questo. Ma anche “Conosco”, un servizio di consulenza scolastica gestito da esperti via e-mail; “Progetto Modeuro”, per l’integrazione scolastica dei disabili; la newslwtter “Informa”; “Tracciati”, rivista di scuole in rete; “Risorse e Materiali”, la banca dati dei ricercatori scolastici e degli insegnanti. Buona navigazione.


Il cielo in un sito. Tutte le stelle di internet

Vi ricordate di Filemazio? Sì, proprio lui, il “protomedico, matematico, astronomo, forse saggio”, forse realmente vissuto e forse no, tormentato protagonista di Bisanzio, una delle tante belle canzoni di Francesco Guccini?
E’ diventato anche lui un sito web. Che si propone, come scrivono gli autori, di “raccontare in modo veloce ed immediato cosa viene scritto dalla stampa in tema di ricerca scientifica.
Filemazio mette a disposizione dei visitatori una rapida panoramica degli articoli a tema scientifico che appaiono sui giornali, presentandoli con una divisione per grandi temi (Medicina, Astronomia ed Astronautica, Ambiente, Bio & Biotech, Fisica) e si rivolge a chiunque (ricercatori, medici, insegnanti e studenti) abbia interesse per il mondo della Scienza”.
L’indirizzo del sito è www.filemazio.net e se almeno una volta nella vita vi siete chiesti se discendiamo dai topi o dalle scimmie o che cosa ci fanno tutti quei puntini luminosi lassù nel cielo vi suggeriamo di visitarlo.
E a proposito di puntini nel cielo che ne direste di fare un salto su Astrofili.org, il portale per l’astronomia? Ci troverete tantissime cose davvero interessanti. Rubriche come “Il cielo del mese”, “L’universo per tutti”, “Mitologia”; Mailing lists, Newsgroups, Icq astro list; Chat #Astronomia; approfondimenti su temi come “Attività solare”, “Comete & Meteore”, “Asteroidi” “Occultazioni Lunari”; e poi ancora “Iniziative & Novità”, “Riviste astronomiche”, “Studiare astronomia”, “Acquisti online”, “Astrosearch”, “Filmati astronomici”, “Links”.
Assolutamente da non perdere “Astro VRML”, la ricostruzione virtuale tridimensionale dello spazio, e “Canali NASA”, 12 webcam in diretta dal Kennedy Space Center.
Ancora sul tema, ma dedicato in particolare a tutti quelli a cui non dispiace fare ogni tanto un tuffo nel passato consigliamo di cliccare su Dinosauri.
Potrete così scoprire quali sono le differenze tra gli Ornitischi e i Saurischi; in che cosa gli Ipsilofodontidi si distinguono dai Ceratosauridi o dagli Archeopterigidi; quali sono i carnivori e quali gli erbivori (informazione che per i comuni mortali, quelli come noi che quando sentono parlare di clonazione temono che presto o tardi ci capiterà di incrociarne uno all’imbocco della tangenziale, può essere molto utile non solo per ragioni culturali).
Ancora sui dinosauri, leggete questa: “I dinosauri erano giganteschi animali. Alcuni erano erbivori e altri carnivori. Alcuni si chiamavano tirannosauro rex, velociraptor e c’erano tanti altri. Per fortuna gli uomini non esistevano. Gli uomini stavano ancora in cielo”. E’ il pensiero di una bambina. Che trovate insieme a quelli di un po’ di altri suoi coetanei. Non perdeteveli.


Scuola ER, così votano i più piccoli

Che ne direste di riscaldare i motori, in attesa del referendum del 21 maggio, accompagnando figli e nipoti a votare per “cambiare il mondo”?
Proprio così. Perchè nel 2000, dal 1 al 31 maggio, votano (anche) i più piccoli. Quelli dai 3 ai 15 anni. Che in cambio del loro voto riceveranno un “regolare” certificato.
E la promessa che le loro richieste saranno consegnate “a quegli adulti che possono e debbono cambiare le cose” (cosa da poco, specialmente di questi tempi).
E’ solo una una delle tante cose che abbiamo scovato, all’indirizzo www.edizpiemme.it/voto.htm, navigando nel sito di ScuolaER, il mondo della scuola in Emilia Romagna.
Un sito ricco di cose interessanti. Pensato per valorizzare il patrimonio di idee e progetti “made” in Emila Romagna. Ma che riesce a guardare oltre, a non rinunciare a quel “esprit” senza frontiere che dovrebbe caratterizzare sempre le iniziative in rete.
Avete voglia di diventare redattori di ScuolaER? Di scambiare idee ed esperienze? E contribuire con le vostre segnalazioni, proposte, progetti articoli a rendere sempre più bello e ricco il sito? Basta un clic.
Se invece avete voglia di partecipare ad un safari in rete aperto a tutti, bambini e adulti, e siete pronti a partire per la caccia grossa non dovete fare altro che cliccare su Cyber Safari.
Lo scopo? “Aiutare famiglie, ragazzi e insegnanti ad utilizzare al meglio le risorse Web”.
Se volete conoscere più da vicino la Scuola Media Manlio Marinelli il posto giusto è “una scuola in primo piano”, lo spazio dove settimanalmente viene presentato il sito di una scuola della regione (fate un giro anche nell’archivio: vi assicuriamo che le sorprese positive sono davvero tante).
Se siete interessati al nuovo numero di Sophia Zoom sulle risorse presenti in Internet in relazione al mondo dei disabili e al supporto a tutti coloro che si occupano dell’integrazione scolastica dei ragazzi con handicap potete richiederlo via e-mail a scuola@regione.emilia-romagna.it.
Potrete così consultare le sezioni dedicate alle risorse web (comunità virtuali, database online, siti istituzionali, editoria online, siti scelti), alle risorse extra web, ai software, ai progetti, agli eventi.
Ancora dalla prima pagina vi segnaliamo Progetto Lettura 2000, promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione, Pianeta Acqua, progetto didattico per le scuole elementari, il concorso Micromondi promosso dalla Garamond con la Logo Computer System e il Centro Intermedia del Comune di Cava dei Tirreni, la Rassegna teatro della Scuola.
Infine non trascurate le pagine di servizio, con link, notizie, normativa che abbiamo trovato davvero molto utili. Buona navigazione.


Prisma o cilindro, calcola il tuo solido

Cosa pensereste se vi dicessimo che basta un clic per fare qualcosa di concreto contro la fame nel mondo? Come minimo che qui a scuola medium non ci siamo ancora ripresi dallo shock post elettorale.
E invece vi sbagliate. Se infatti vi connettete con The hunger site e cliccate su “Donate Free Food” gli sponsor del sito saranno tenuti a versare al Programma Alimentare Mondiale i soldi necessari a nutrire un bambino per 5 giorni.
Di certo non è così che si risolve la questione. Perché in questo nostro straordinario ma diseguale mondo muore di fame una persona ogni 4 secondi. Perché 3 volte su 4 si tratta di un bambino con meno di 5 anni. Perché viene accettato un solo clic al giorno per persona. Ma la cosa ci sembra degna di essere segnalata. Pensate che tra il giugno del 1999 ed il gennaio 2000 sono stati “consegnati” oltre 9 milioni di sterline di cibo, grazie ai circa 34 milioni di visitatori che hanno partecipato all’iniziativa. Che ne direste di provare a fare ancora meglio nei prossimi 6 mesi?
Lasciamo “the hunger site” e approdiamo su L’Isola, progetto in rete rivolto agli under 10 e ai loro genitori assai ricco di contenuti, con soluzioni grafiche e tecnologiche all’avanguardia, veloce e sicuro.
Vi consigliamo vivamente di visitarlo, sicuri che ne rimarrete soddisfatti, ed intanto ci dirigiamo verso Nenanet, contenitore molto ben fatto di favole per bambini. Tra le tante altre cose vi segnaliamo “If”, una bellissima poesia di Rudyard Kipling, che potrete leggere in lingua originale o nella versione dei curatori del sito, di Dario Fonti, traduttore, di Ciro, Alessandra e Angela, visitatori interattivi.
E tra i tanti pregi ci piace sottolineare che a “Nenanet” i bambini non sono solo utenti, ma anche autori.
Per i più grandi segnaliamo infine Geometria, dove si può calcolare tutto quanto riguarda figure piane e solide, triangolo o ellisse, prisma o cilindro che sia, con formule dirette ed inverse. Come? Lo spiega Valerio Capello, l’autore del sito.
“Selezionando la figura sulla quale si intende effettuare il calcolo, scegliendo il tipo di calcolo dalla lista, premendo il pulsante Calcola e inserendo i dati richiesti. Durante l’immissione dei dati è possibile inserire una formula (o espressione), invece che un semplice numero e possono essere utilizzate comuni funzioni matematiche come sqrt (radice quadrata, contrazione dell’inglese square root), sin (seno), cos (coseno), tan (tangente). Per l’elevazione a potenza va utilizzata la funzione pow(x,y), quindi 5+2 elevato alla terza va scritto come 5+pow(2,3)”. Pensate di star “lavorando” troppo? Andate a fondo pagina, cliccate su “premi qui per un po’ di ricreazione” e buon divertimento.


Ambara-bà o Kaneemu-Kannabiri?

“Tutte le cose che oggi sono ritenute antichissime, furono nuove”. E’ farina del sacco di Publio Cornelio Tacito, che i curatori di EsteNet Scuola, il Polo Telematico Scolastico di Ferrara, hanno pensato bene di usare come incipit per l’illustrazione del loro progetto.
Gli obiettivi? “Educare gli studenti alla multimedialità e alla comunicazione attraverso un uso attivo e creativo delle nuove tecnologie; elaborare e condividere conoscenze attraverso l’utilizzo di sistemi di comunicazione a distanza; acquisire nuovi strumenti di studio e di crescita culturale attraverso una piena padronanza delle reti informatiche; adeguare le tecniche di insegnamento e di apprendimento in relazione alle possibilità offerte dalle tecnologie della comunicazione; accrescere la professionalità dei docenti e la loro padronanza delle moderne tecnologie didattiche”.
Ad oggi sono 25 le scuole collegate. Di ogni ordine e grado. Ve ne segnaliamo una per tutte: la scuola elementare Bruno Ciari di Cocomaro di Cona.
Potrete leggere la gazzetta di Cocomaro, le storie inventate e illustrate, la ricerca sulle “civette” (notizie di cronaca brevi) sui quotidiani ferraresi; visitare i quadri dei bambini nella galleria d’arte (abbiamo visto i lavori presenti nella prima sala e vi garantiamo che sono straordinari); curiosare tra le centinaia e centinaia di “conte”, le filastrocche che i bambini usano per scegliere chi di loro comincerà a “star sotto” per primo in un gioco di gruppo, provenienti da ogni parte del mondo.
Perché le conte? Perché, come scrive Mauro Presini, l’insegnante che cura questo sito davvero speciale, “le conte non invecchiano mai, perchè sono i bambini che le mantengono vive, le adattano, le trasformano, le stravolgono, ne inventano di nuove e le condividono. Ci piacciono perchè servono al gruppo: è infatti il gruppo stesso che si organizza dandosi delle regole condivise, e quindi democratiche, per evitare ingiustizie e prepotenze nella scelta del bambino che dovrà cominciare il gioco”.
Potrete sceglierne una dall’Uganda: “Kanneemu, Kannabbiri/ Kafumba mwanyi/Kattakkonkome, Malangajja/Kannakkwale, Ofumba otya/Ku luggyo?/Mbalirire, Kkumi liweze!” O una dall’Australia: “Racing car number nine/losing petrol all the time/how many gallons did it lose/which number did you chose?” Una in dialetto catanese: “C’era un vecchiu/ chi cusiva u saccu vecchiu/ ia pi dari un puntu/aspetta chi ti cuntu”. O una in dialetto milanese: “Viva Bassan/cul badil in man/cul badil in tera/viva la gera/la gera da cavà/pim pum pam.”
Cento di queste conte, dunque. E una domanda conclusiva: perchè la maggior parte delle iniziative si fermano al dicembre 1998? Restiamo in attesa di rassicurante risposta. Stop.


Acqua, regina della navigazione in Internet

Conoscete Andrea?
No, non stiamo parlando del vostro compagno di classe. E nemmeno di quella ragazza carina e un po’ lentigginosa che avete conosciuto durante la vostra vacanza studio a Londra. Parliamo di ANDREA, l’Archivio Nazionale di Documentazione e Ricerca per l’Educazione Ambientale. Che vale la pena conoscere per almeno due ragioni.
La prima è la banca dati, con la ricerca guidata che permette di scegliere per soggetti e per proposte educative, la ricerca mirata per enti, esperienze, attività, materiali e la ricerca avanzata per chi vuole ampliare le condizioni di ricerca e impostare il formato dei tabulati.
La seconda “Il nostro mondo”, un software didattico pensato per l’educazione ambientale nella scuola e nei laboratori territoriali con l’obiettivo di promuovere lo scambio tra scuole di diverse parti di Italia e tra gli studenti e il loro territorio.
“Il prodotto – spiegano gli autori – ha una interfaccia prevalentemente grafica ed offre quattro diversi spazi di lavoro: ‘Esplorare il mondo dentro e fuori la scuola’, una banca dati contenente informazioni e consigli per ricerche d’ambiente; ‘Discutere con gli altri’, un forum per confrontare opinioni, chiedere informazioni o condividere esperienze; ‘Cercare indirizzi per comunicare’, un indirizzario per comunicare con esperti, con altre classi o consultare altri prodotti informatici sull’ambiente; ‘Produrre informazioni’, dove i bambini possono inserire i propri documenti relativi all’ambiente studiato”.
Partecipate dunque, e state sicuri che nulla verrà disperso. Il software permette infatti di archiviare i diversi lavori dei bambini che diventano in questo modo una memoria in continua espansione per chi vuole progettare nuove esperienze e per chi intende fare ricerca nell’ambito dell’educazione ambientale.
E restiamo sul tema con WWW on Water un progetto di educazione ambientale mirato alla costruzione di un ipertesto aperto e condiviso su internet, sviluppato con scuole della provincia di Livorno, sotto la guida e coordinamento dell’IRRSAE Toscana in collaborazione con Provveditorato agli Studi, Comune e Provincia di Livorno.
Come è chiaro fin dal titolo, la protagonista indiscussa dell’ipertesto è l’acqua. L’acqua nella natura e come fonte di salute e benessere ma anche nell’arte, nell’inconscio collettivo, nelle religioni.
Non solo acqua ma anche aria, clima, fauna, vegetazione troverete invece su Ambiente@scuola l’ambiente umbro visto e raccontato dai bambini.
Al progetto, davvero molto bello, partecipano 10 scuole medie e 6 elementari umbre con risultati estremamente interessanti. Perché non prendere spunto? E provare a realizzare l’Italia verde vista dai bambini? Si accettano candidature.


Città dei bambini: Ginevra chiama Tirana

Vi siete mai chiesti come deve essere una città sostenibile delle bambine e dei bambini? Se avete risposto sì provate a fare un salto su Città Sostenibili. Se avete risposto no, anche.
E leggete cosa è stato fatto o si sta cercando di fare in città come Delft (Olanda), Newcastle (Inghilterra), Prosgrunn (Norvegia), Salzburg (Austria), Ginevra (Svizzera), Fohren (Germania), Kitee (Finlandia). O in città come Milano, Napoli, Fano, Palermo, Pistoia, Modena, Bolzano, Palermo, tanto per citarne qualcuna italiana.
Poi confrontate il tutto con quanto accade a Belo Horizonte (Brasile), Addis Abeba (Etiopia), Buonos Aires (Argentina), Khan Younis, (striscia di Gaza), Luanda (Angola), Tirana, (Albania), ovviamente nell’ambito dello stesso progetto.
Infine chiedetevi, e chiedete ai vostri figli e ai vostri alunni, come è possibile che per bambine e bambini di Kitee l’obiettivo sia quello di essere coinvolti nel miglioramento dell’ambiente e di acquisire gli strumenti necessari (metodi e tecniche) per negoziare le loro preferenze ambientali con chi è responsabile di attuare i cambiamenti, mentre per quelli di Khan Younis sia quello di riuscire finalmente a bere acqua potabile.
Siamo convinti che verranno fuori un bel po’ di cose interessanti.
E magari da qualche parte spunterà un altro Amartya Sen, il filosofo – economista indiano, premio Nobel, che ha raccontato di essersi fatto la domanda più importante della sua vita, “come è possibile che una persona come me possa morire di fame mentre io ho da mangiare in abbondanza”, all’età di 11 anni.
Restiamo sul tema, con il sito del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza, ricco di fonti e documenti interessanti come il Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva, il rapporto ONU sui diritti attuati, le statistiche sull’infanzia e l’adolescenza, gli aggiornamenti su lavoro e minori, i forum, i links e tanto altro ancora.
E per finire, il gioco. Che come non tutti sanno è una cosa seria.
Preparatevi allora a incontrare il teatro di figura e le tecniche di animazione dei burattini accompagnati da Pulcinella in persona; a creare un gioco storico di ambientazione preistorica, medievale o contemporanea; a fare una panoramica sulla storia e l’evoluzione, l’uso e l’abuso dei videogames.
Come? Partecipando a Mezzogiorno di Gioco, l’iniziativa organizzata a Bari dall’Associazione dei Ludobus Italiani dal 15 al 20 maggio prossimo.
Potrete scegliere tra ben 42 workshop su cultura ludica, didattica, vecchie e nuove frontiere nell’area del Mediterraneo. Scoprire nuovi giochi. E dunque nuovi modi per crescere e stare insieme. Con un gesto. Un’idea. Un pupazzo. Un sorriso.


Patente Microsoft nella scuola di Nichelino

“Ciò che si impara a scuola, e nell’università, è molto importante per imparare a utilizzare le nuove tecnologie: perchè senza cultura non si riesce a gestire il cambiamento”.
Provate a indovinare chi l’ha detto. Scegliendo tra le canoniche tre possibilità: a) un professore; b) un manager; c) un funzionario del Ministero della Pubblica Istruzione.
Detto che è assolutamente vietato fare i furbi, quanti di voi hanno indovinato che la risposta giusta è la b?
Proprio così. Il manager in questione è Paolo Valcher. Ha 36 anni. E’ direttore del mercato education di Microsoft Italia .
Lo abbiamo incontrato per parlare dei risultati della ricerca condotta da International Data Corporation (IDC) e Microsoft sulla carenza di figure professionali qualificate nei settori della Information e Communication Technology (ICT): pare che nel 2001 e nel 2002 rimarranno scoperti in Europa circa il 13% dei posti disponibili, oltre 1 milione e 800 mila posti di lavoro, circa 170 mila in Italia. Esagerazioni? Pare di no. Leggere la Relazione per il Consiglio Europeo “Le prospettive d’impiego nella società dell’informazione” per credere.
La prima domanda è persino scontata: che fare?
“Un punto decisivo – ci dice Valcher – è imparare a gestire la montagna di informazioni che ogni giorno ci passa per le mani. Non è una cosa semplice. Ci vorranno 1-2 generazioni per riuscirci compiutamente. Ma ovviamente bisogna cominciare subito. Dai ragazzi. Dalla scuola. Dall’Università. Senza sottovalutare l’importanza della cultura e della formazione di carattere generale e scegliendo un approccio alla formazione tecnologica molto orientato al fare”.
Qual è dunque il messaggio che secondo lei va lanciato agli insegnanti e agli studenti italiani?
“In realtà il messaggio l’hanno lanciato loro a noi. Vede, all’inizio i nostri percorsi formativi avevano un taglio decisamente teorico: si parlava di multimedialità, comunicazione, ecc. Ad un certo punto gli insegnanti ci hanno detto: partiamo dai prodotti, impariamo ad usare al meglio il software nella multimedialità. Cosicché adesso, ad esempio nell’ambito di Tour Scuole 2000 insegniamo soprattutto ad utilizzare il software: non solo Word, Excel e Power Point ma anche, direi soprattutto, Access e Visual Basic”.
Ci fa un esempio di una scuola che si sta muovendo nella maniera giusta?
“Il Maxwell di Nichelino (TO) che sta portando avanti da gennaio con il nostro supporto tecnologico un progetto sperimentale, incentrato su Windows NT e Windows 2000, per consentire agli studenti del triennio di conseguire la certificazione Microsoft, oggi tra le più richieste dalle aziende del settore ICT”.
Il tema è caldo. E lo spazio è tiranno. Ma torneremo a parlarne. Con il Maxwell certamente. E con i tanti che a Nord e a Sud hanno voglia di fare.


Anche i bambni la prendono con filosofia

E se questa settimana provassimo a prenderla con filosofia? A curiosare tra le idee di quegli strani tipi che passano gran parte della loro vita a domandarsi chi siamo, quand’è che una cosa è vera, quando può ritenersi giusta?
Tanto per cominciare sfatiamo un mito. Quello del filosofo sempre con la testa tra le nuvole. La storiella di Talete che per guardare le stelle cadde nel pozzo.
Storielle appunto, come testimonia Hans Georg Gadamer sul sito della Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche: “Naturalmente Talete non cadde nel pozzo, ma si calò in un pozzo secco perché questo era l’antico cannocchiale.
Infatti grazie all’effetto di oscuramento e di schermaggio, reso possibile dalle pareti del pozzo, si può registrare con grande precisione l’orbita delle stelle che si trovano nella direzione di osservazione e si può inoltre vedere molto di più che non ad occhio nudo: una specie di vero e proprio cannocchiale greco”.
Resa giustizia a Talete, e alla riflessione filosofica, consigliamo a tutti quelli che sono convinti che pensare sia essenzialmente un’attività linguistica di fare tappa sull’eccellente sito dedicato a Ludwig Wittgenstein, dove troverete tra l’altro i link a “un’introduzione generale al pensiero di Wittgenstein tratta dall’Internet Encyclopedia of Philosophy; al sito ufficiale dell’Austrian Ludwig Wittgenstein Society; al sito dell’Archivio di Bergen; al sito dedicato al volume di Saul A. Kripke su regole e linguaggio privato.
Il tutto fa parte di un progetto assai interessante, Filosofi in Rete, che nasce dalla collaborazione tra Filosofia in Italia e SWIF Sito Web Italiano per la Filosofia.
Filosofia in Italia si segnala, oltre che per la ricchezza dei contenuti, per la creazione di un gruppo di discussione (it.cultura.filosofia) e due Chat riservate agli studiosi di filosofia che hanno voglia di dialogare a distanza e scambiare le loro idee.
SWIF è invece, a nostro avviso e non solo (ha vinto il primo premio del concorso Il Sole 24 Ore), il miglior sito filosofico in circolazione e dunque non perdetevelo.
Settimana dedicata tutta ai cervelloni? Niente affatto.
Chiedere per credere ai bambini delle 5 scuole elementari italiane che partecipano al progetto Philosophy for children , una delle più significative esperienze pedagogiche contemporanee avviata negli anni ’70 da Matthew Lipman. Buona Meditazione.


Per l’online Oscar Wilde non ha segreti

Volete sentire Oscar Wilde che parla dei suoi incontri con il brillante e straordinario, parole sue, George Bernard Shaw nell’altro mondo?
E che si chiede come passa il tempo la simpatica signora che amava dondolarsi e schiacciare mosche ora che frequenta l’aldilà, dove ciascuno continua a fare la stessa “vita” di sempre, ma non esiste nessuna delle cose irritanti, mosche comprese, che ci affliggono sulla terra?
Niente di più facile. Basta cliccare su Oscar Wilde Returns, dove potete leggere ed ascoltare il resoconto della seduta spiritica avvenuta il 20 Agosto 1962 a casa della medium inglese Leslie Flint.
Vero? Falso? Ben trovato. Spiritoso. Interessante.
E soprattutto curioso al punto giusto per invogliare un pò di ragazzi e di insegnanti ad approfittare del centenario della morte, che cade giusto quest’anno, per conoscere un pò di più la vita e le opere del geniale poeta e drammaturgo irlandese.
Potete farlo in tanti modi. Ad esempio con gli aforismi. Cose tipo “L’artista è il creatore delle cose belle” o “L’unica differenza tra un capriccio e una passione eterna è che il capriccio è più durevole” che abbiamo pescato, assieme a molte altre cose interessanti, sul sito del World Wilde Club.
Oppure potete curiosare nell’album di famiglia e magari scaricare qualche foto, ovviamente dopo aver chiesto il permesso alla libreria Clark, per il sito web della vostra scuola.
Per gli amanti del cinema il sito ufficiale del film con Stephen Fry, Jude Law, Vanessa Redgrave, è una sorta di fermata obbligatoria, ma sul The World-Wide Wilde Web, una vera e propria miniera di indirizzi e notizie assolutamente da non perdere, potete trovare i link di tutte i film realizzati sul nostro eroe, a partire da “The Trials of Oscar Wilde” del 1960, con Peter Finch.
E agli amanti degli indirizzi web chilometrici segnaliamo un sito davvero eccellente.
Il resoconto della visita del gennaio 1882 a San Francisco, su The Wasp, è invece ancora un’occasione per navigare tra le storie e le curiosità legate alla vita e all’opera di Wilde.
Come vedete siamo riusciti ad arrivare fin qui senza parlare del “Ritratto di Dorian Gray” nè de “Il fantasma di Canterville” che, naturalmente, potete trovare in rete partendo da un qualunque motore di ricerca.
Come “rimediare” infine al fatto che quasi tutti i siti segnalati questa settimana sono in inglese? Imparando l’inglese. Producendo contenuti e pagine web su Oscar Wilde in lingua italiana. Che ve ne pare?


Avete un’idea? C’è la fiesta di internet

Avete in piedi un progetto online e volete una mano a realizzarlo?
State cercando qualcuno che vi aiuti a pubblicizzare le vostre iniziative sulla rete?
Avete ancora pochi giorni di tempo per partecipare, dal 17 al 19 marzo 2000, a Internet Fiesta, un evento mondiale che ha l’obiettivo di “incoraggiare la pratica quotidiana di Internet e di permettere al più grande numero di persone di scambiarsi esperienze e progetti grazie alla rete”.
Come fate a partecipare? Fatevi venire un’idea e decidete come realizzarla. Meglio ancora se assieme ad altri. Infine registratela sul sito Internet della festa.
Sono già 138 le iniziative definite in ogni parte del mondo, e di queste 29 sono “made in Italy”.
Come la visita al Laboratorio Internet del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano dove sabato 18 e domenica 19 marzo saranno offerti ai visitatori un libro e il cd-rom con il sito Internet del Museo. Sarà inoltre in mostra, proveniente dal CERN di Ginevra, uno dei primissimi computer NeXT sui quali Tim Berners-Lee e Robert Cailliau hanno creato e sviluppato il World Wide Web, con ancora installato al suo interno il software originale del tempo, compreso il primo browser della storia.
Come le attività degli alunni della scuola media San Benedetto di Roma che hanno costruito siti anche con partner di diverse nazioni, utilizzato e-mail, chat e forum, e che mostreranno i loro lavori alle famiglie e ai cittadini e parteciperanno al gioco on line sul sito della Bdp.
Come il Premio Bergamo 2000, finalizzato alla promozione delle attività svolte dagli allievi delle scuole di ogni ordine e grado della provincia.
Come il giornalino sulla storia, la cultura e le tradizioni dei Paesi del comprensorio dell’Alta provincia di Caserta, redatto, con la collaborazione di Webscuola e di genitori e cittadini del luogo, da un gruppo di docenti di una Scuola Elementare di Vairano Patenora (CE). Il giornalino sarà pubblicato sul sito web della Scuola e la festa si concluderà con una manifestazione pubblica in una piazza del Paese.
Come il progetto Crescere in città con Torino, attività didattiche cooperative di 60 tra scuole e altri enti con finalità educative, compreso l’Ospedale infantile, del territorio torinese, che nasce dalla collaborazione tra la Città di Torino e Telecom Italia.
E se proprio siete fuori tempo massimo, niente paura, c’è Netd@ys Europe 2000 che vi aspetta. Avete tempo fino a novembre per partecipare e fino al 3 maggio per chiedere alla Commissione Europea di finanziare i vostri progetti.


E in rete c’è anche il karaoke sulle note della lirica

Questa settimana parliamo di musica. O meglio di educazione musicale.
Da dove cominciamo? Dall’Opera. Più precisamente dal Rigoletto. E dal teatro il Regio di Parma. Un po’ di tempo fa.
“Gilda era Lina Pagliughi, cantante dalla stazza superiore al quintale. Una volta pugnalata e messa nel sacco, il povero baritono doveva trascinarla sulla riva del fiume, ma il sacco era talmente pesante che il gobbo aveva non poche difficoltà. Dal mitico loggione si levò allora una voce in dialetto: “Mo fa ben do’ viaz!” (È meglio se fai due viaggi!)”.
Come lo abbiamo saputo? E’ una delle tante curiosità che potete trovare su Opera Web, il punto di partenza per il mondo dell’Opera.
Da non perdere l’opera del mese, le recensioni, le novità e il karaoke. Sì, avete capito bene. Come scrivono i curatori del sito, “potrete finalmente esibirvi nelle più famose Arie d’Opera cantando sulle nostre basi in formato midi!”
Restiamo in ansiosa attesa di conoscere il giudizio dei vostri studenti. Di sapere se sono più bravi a cantare “Nessun dorma” o “Bella figlia dell’amore”; “Di quella pira” o “Habanera”.
Per chi invece cerca notizie relative al patrimonio, all’istruzione, all’educazione, alla produzione musicale italiana; a biblioteche musicali, scuole, università, teatri; musicisti, musicologi, bibliotecari, complessi; forme e strumenti musicali, manuali, accessori, applicazioni; siti italiani di jazz, blues, rock, musica ebraica; siti musicali nel mondo; cataloghi, associazioni, centri di informazione e riviste relativi al mondo della musica, il posto giusto è la Home Page della musica in Italia.
Se invece siete impegnati ad utilizzare le nuove tecnologie nell’educazione musicale fate un salto a EduCom e vi assicuriamo che troverete molto pane per i vostri denti.
Pensate che la cosa sta prendendo una piega troppo seriosa e impegnativa? Temete che così i vostri ragazzi continueranno a pensare che studiare musica è meno importante che studiare greco o latino?
Cliccate su Vitaminic e vi garantiamo che il vostro tasso di popolarità tra gli studenti registrerà una esaltante impennata. Musica italiana, hip hop, jazz, country: non c’è passione o curiosità musicale che non potrete soddisfare.
Finita la ricreazione collegatevi con il sito della Associazione Italiana per la Musica e la Danza Antiche, dove potrete trovare corsi, notizie, link e manifestazioni sulla Musica Antica.
Per ultimo, ma assolutamente non ultimo, vi segnaliamo un sito sull’Educazione Musicale assolutamente da non perdere, MusicNet.
E’ un sito tutto in inglese, ma con un piccolo (speriamo) sforzo potrete scoprire MusicNet Encyclopedia e MusicNet Interactive insieme ai vostri ragazzi. Ne vale la pena!


La fantasia cerca casa nel cyber-villaggio

“Dov’è finita la fantasia? Si è estinta? E, soprattutto, dove si è rifugiato uno dei principali esperti del “settore”, il “bambino fantastico”? “
Inizia così, il “manifesto” della XIII edizione degli Incontri di Castiglioncello, promossi dal Coordinamento Genitori Democratici e dal Comune di Rosignano Marittimo (LI) in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e di socializzazione dell’Università “la Sapienza” di Roma, ed il Movimento di Cooperazione Educativa (M.C.E), dedicati al ruolo e al valore della fantasia e dell’immaginazione negli attuali contesti di vita dei bambini e delle bambine.
Il tema ci pare di quelli davvero rilevanti. Perché scovare la creatività dei bambini, la loro immensa varietà immaginativa, la loro unicità è in fondo un modo per tutelare il loro diritto ad avere più opportunità, più strumenti per poter scegliere, nell’età adulta, i loro modi di stare nel mondo.
Come racconta Stefano Benni in “Immagino, dunque posso”, una “curiosa” intervista in forma narrata che potete leggere su AustroeAquilone, “l’immaginazione non è il giardino di rose dove si rifugia il pensiero, ma un’arma concreta per avere più possibilità. Il pensiero, la fantasia, non sono staccate dalle cose. L’immaginario può essere una ricchezza reale, un dono che, se coltivato, ti serve per le battaglie di tutti i giorni. La sua importanza è questa”.
Partiamo allora alla ricerca della fantasia ed approdiamo a Cybernetiquette Comix, dove due splendidi cartoni animati, “La mela avvelenata” e “Chi ha paura di una dolce pecorella” sono in realtà, come scivono i curatori del sito, “un modo divertente e interattivo per comprendere facilmente quali sono i comportamenti più corretti per divertirsi sulla Rete senza correre rischi”.
Salutiamo la banda Disney ed eccoci a Bacone Online, il sito della omonima scuola elementare di Milano dove potrete trovare chat, piano della offerta formativa, giochi interattivi (tanti), curiosità, e soprattutto la possibilità di conoscere ed interagire con le tante attività della scuola.
A questo punto non sarebbe male trovare qualche buona idea sul come usare le nuove tecnologie per insegnare le lingue straniere ai bimbi e alle bimbe del Belpaese? Niente di più facile, basta fare un salto dalla Maestra a Righe e a Quadretti e troveremo spunti, suggerimenti, percorsi didattici davvero creativi.
Se invece pensate di essere già pronti a “sfidare” il mondo intero partecipate al Concorso Multimediale Lingue 200@, il cui bando potete trovare su ScuolaER, il sito dedicato alla scuola della Regione Emilia Romagna. Buona fortuna.


Cavalcanti? Mi ricorda Lucio Dalla

Chi non ha pensato almeno una volta nella vita che studiare è la cosa più “pallosa” che esista al mondo scagli la prima pietra, ovviamente virtuale.
E chi non si è trovato almeno una volta nella vita a sgridare i propri figli o i propri alunni perché hanno sbagliato la versione di latino o il compito di matematica, mentre una vocina gli sussurrava “ma sei proprio sicuro di quello che fai?” faccia pure altrettanto.
La rubrica di questa settimana è dedicata a tutti gli altri. A quelli a cui non piace dire e fare sempre le stesse cose. Che si “scervellano” per scovare e far emergere l’interesse dei ragazzi. Perché sono convinti che imparare, ad ogni età, è prima di tutto un modo per avere più possibilità nella vita.
E quale modo migliore di mettersi in viaggio se non La ricerca geografica in rete, il sito della Nuova Italia che con i suoi percorsi rivolti ad insegnanti e allievi si propone di vivacizzare e rendere più interessante l’apprendimento della geografia?
Scopriremo così che, come scrivono i curatori, “se vogliamo trovare, cartografia, piantine e mappe di molte zone e città del mondo possiamo visitare il sito www.mapquest.com; se vogliamo osservarne il territorio possiamo visitare il sito della NASA che offre foto aeree o dallo spazio”. Se invece vogliamo conoscere il clima l’indirizzo giusto è www.meteoitalia.it; se siamo interessati alle storie, gli usi e i costumi delle popolazioni è utile fare un salto su Cronologia; se vogliamo visitare i musei è bene partire da Museionline, dove sono classificati 3000 musei italiani di ogni tipo.
E se dopo tanto vagare avete voglia di letture più leggiadre cliccate sul Sito web della poesia lirica italiana che l’autrice, la professoressa Ferdinanda Cremascoli, presenta così: “Ai miei studenti ho fatto leggere Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Tasso, ma loro amano Stephen King. (…) Così non sarà male mostrare ai ragazzi che gli stessi strumenti di analisi e di interpretazione che abbiamo imparato ad usare per quei testi possono aiutarci a capire Shining! Non sarà male mostrare ai ragazzi che il rap ha a che fare con i versi parisillabi della poesia lirica italiana”.
Collegatevi, dunque, e provate a scoprire “Come si legge la Poesia italiana”; cosa hanno in comune “Perch’io non spero” di Guido Cavalcanti e “Canzone” di Lucio Dalla; quali sono le differenze tra lo spartito di “Felicità raggiunta” di Eugenio Montale, quello di “Fotoromanza” di Gianna Nannini e quello di “Gente di notte” di Jovannotti.
Infine una segnalazione che non potrà che far piacere ai tanti e sempre più numerosi fans della “mela”. E’ nato Italiamac, il primo portale italiano per utenti Macintosh, con una infinità di notizie e servizi davvero interessanti.


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